mercoledì 31 marzo 2010
fedro: bisogna tagliarsi il cazzo,
soprattutto.
Nel regno dei cieli entrerà,
soltanto chi il cazzo si staccherà!
a morsi? bhè: come si potrebbe tollerare di essere
per tutta una vita dominati da un solo istinto,
una sola passione:biasogna imporsi di credere in altro,
bisogna imporsi di ascendere alto:
l'anima è bella se si fa, bella,
non nasce tale: bisogna negare l'errore
e l'orrore del mondo per andare in alto,
per essere santi, per non vergognarsi di essere sè.

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posted by arturo_arcobaleno at 19:35 | 0 comments
e questo amore al di là dell'amore, è proprio meno amore,
non potrebbe essere altro, è espansione al di là del desiderio che deve dimenticarsi il desiderio,
e così non può esserci realizzazione:
una reificazione del sogno lo distruggerebbe,
l'accadere del romanzesco romanzo non potrebbe poi
che esigere la morte tragica di qualche eroina:
bisogna invece continuare a sognare, non lasciarsi influenzare dalla realtà,
non lasciarsi martoriare dalla bruttezza del mondo,
amare al di sopra dell'amore,
amare l'amore, in generale, per eccesso,
e non solo gli oggetti di questo amore

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posted by arturo_arcobaleno at 19:30 | 0 comments
martedì 30 marzo 2010
il libro di storia mi ha insegnato che,
a differenza della birra, i superalcolici non fanno ingrassare
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:29 | 0 comments
tutto ci educa, anche il cane di pavlovsk, che, per i pochi che siano così poco ignoranti da conoscere sia l'uno che l'altro, non è lo scopritore del riflesso incondizionato, ma una cittadina moscovita, voglio dire, russa: dev'essere vicina a san pietroburgo,ad essere del tutto sinceri: tutto ci educa, anche la cittadina moscovita, e le ribellioni svanite in sè stesse, tutto ci educa, tutto, tranne la vita: e la tosse tubercolitica di chi vada in campagna a vedere gli alberi.
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:24 | 0 comments
lunedì 29 marzo 2010
ho scelto di egon schiele
 
posted by arturo_arcobaleno at 14:07 | 0 comments
era un problema anche di dostoevskij quello della 2musa in soffitta".
anche di moccia! senza musa, ma comunque in soffitta, o a scrivere ciao darwin.
(a pechino a new york a beirut)
 
posted by arturo_arcobaleno at 13:48 | 0 comments
domenica 28 marzo 2010
l'ascesi vuole il cazzo.
(che chiama ascesi le sue fughe?!?)
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:56 | 0 comments
lunedì 22 marzo 2010
è inquietante quanto io possa ancora essere inquietante:
pensavo di essere morto,
o entrato nella vita vera, la vera vita delle liturgie cristiane,
e invece faccio ancora paura ai morti,
li turbo.
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:53 | 0 comments
domenica 21 marzo 2010
la vera visione della realtà è insostenibile
 
posted by arturo_arcobaleno at 02:51 | 0 comments
sabato 20 marzo 2010
guarda di divertirti ,ma di non pervertirti!
(eppure, per la vecchia morale: ma no! ma no! dolo il contrario)
 
posted by arturo_arcobaleno at 14:47 | 0 comments
anche il nostro caro studentello, qua, sa qual è la verità,
ma preferisce ficcare il suo naso nei libri polverosi,
quando godrebbe, lo affermo senza esitazione soltanto
guardandolo in faccia, a ficcarlo in qualche puzzolente
culo giovane.
Ma no! l'etica è decaduta e lui ancora deve necessariamente
ritornare alla negazione dei suoi istinti e delle
propensioni del suo es, come schifosamente direbbe lui:
ma mia è la sola verità,
le vostre non sono che idee:
non mi va di parlare, preferisco agire,
ma mi disgustate tanto che certe cose
ve le voglio proprio dire, perché
qualcuno, poverino, non pensi che le vostre
fandonie siano la verità, e magari resti chiuso in casa
a leggersi un manuale da università
anziché venire a scopare con me.

E ancora, nessuno che voglia ammettere la verità:
ma io sono l'avanguardia del mondo che verrà,
e che già vedo in quello che c'è, ancora deve esprimersi.
Sono caduti i valori della famiglia, fortunatamente è già
un crimine la castità, eppure si continuano a cianciare le cazzate sul sentimento,
ancora ci si sposa! senza che nessuno, non uno soltanto,
senza la sacralità di questo sacramento: e ci si sposa in chiesa, oltretutto,
e dopo aver perso la verginità a tredici anni,
a 39 ci si mette il vestito bianco!
ma siete dei mostri di coscienziosità, siete dei santi!
Io oltre che ad essere vero e felice, sono anche bello,
perchè la verità è bellezza, e la bellezza è verità è:
non soltanto il mio faccino è carino, anche il mio cervellino
cosciente del vero: mentre voi siete brutti, nella vostra eroica,
e davvero santa, lotta contro voi stessi: ma se siete santi non siete dei credenti,
e voi, o intellettuali, che non vi sposerete in chiesa,
nè vi sposereste, siete più dalla loro parte,che dalla mia:
ci si posa per divorziare subito, lo dico con un po'
di superficialità, ma la verità è grande e anche superficiale.
Per divorziare subito, essere già divorziati,
eppure, l'ideale di amore per cui ,muore quella tale Emma Bovary,
è il vero ideale: e io lo incarno, nelle mie relazioni da una settimana, e anche in quelle da una sera: la verità è che non c'è,
e non c'è mai stata, nell'es, nessuna differenza: è tutto fugace visione,
lampo, la scintilla d'amore è una scintilla, e anche il colpo di fulmine,
accende un legno che lo scroscio del temporale poco dopo spegne:
è tutto molto naturale, come vedete, vi serviva la mia coscienza barbarica per giungere a una così facile verità.
Ma tutto ciò è perfetto così com'è, nell'attimo ci vivo bene, e dovreste abbandonare le remore per gustarvi il sapore pieno che sento io,
come se vivessi in uno spot pubblicitario.
Ancora moltissimi invece non si rassegnano alla realtà e auspicano un sentimento,
la realtà di un sentimento, come se anche nel sesso non ci fossero dei sentimenti:
l'eccitazione, la noia, il dolore- Oppure mi manterrò alla vostra distinzione tra sentimento e sensazione, ma io non ci vedo grosse differenze, e non abbandono la mia visione: chi mi vuol seguire mi segua.
 
posted by arturo_arcobaleno at 14:40 | 0 comments
ichilovich! scrive:
sto meditando O_O
cos'è che dicevi sul tuo es?
[b]* moh[/b] scrive:
meditando .. su cosa? dicevo che a volte mi fa fare cose o dire cose che non vorrei
Nichilovich! scrive:
ma che cosa interessante.ù
stavo meditando sul tuo es, trallallà.
e oggi a scuola origliavo il discorso di un mio compagno di classe fidanzato da un anno emmezzo con una quindicenne ora sedicenne.
e a quanto pare,sai? a quanto ho capito non ci ha mai fatto sesso.
mmm bhè fortunatamente, non lo so:
però c'è uno strano cattolicesimo, in tutto ciò, non esistendo più il cattolicesimo...
mmm i miei sono separati e sono a casa di mio papà e sto usando il suo pc e non mi si salvano le conversazioni dunque....
[b]* moh[/b] scrive:
sul mio es? e perchè? .. davvero una anno e non hanno mai fatto sesso? che strano sisi... davvero mi dispiace..
Nichilovich! scrive:
mi sa che posto questa conversazione nel mio unico blog che non legga proprio nessuno, dunque fa la persona seria, che ci penso io a fare il coglione_
il tuyo es, per dire: se non fatico a credere che tu possa essere abbastanza equilibrato da non cercare soltanto del sesso,, non stai cercando, in ogni caso, qualcuno? qualcuno più di qualcosa
[b]* moh[/b] scrive:
emm e perchè la vuoi mettere nel blog? comunque si è equilibrato da non farmi cercare solo sesso, si cerco qualcuno ma forse qualcuno e qualcosa, ovvero sentimenti sinceri
Nichilovich! scrive:
sempre per il mio simposio!ù
[b]* moh[/b] scrive:
aa è vero
Nichilovich! scrive:
oh, ah.
i sentimenti: anche io la penso, e la sento, così, ma dav vero ci sono persone che non hanno sentimenti?
non so, mi pare strasno.
il mio problema è essere amato per cose che non sono, ma i sentimenti li si trovano ovunque..
(senza considerare che anche l'odio è un sentimento).
...ascoltavo questa conversazione del mio compagno di classe, con un altro mio compagno, e questo gli diceva -"è una parte importante di una relazione" ipotizzo intendensse -il sesso-
però, bhè, ma poi magari un po' di sesso l'avranno fatto, i miei compagni, no, voglio dire, lui e lei, non ci sarà stata la penetrazione.
capisci? no. però è abbastanza interessante, sempre, per il mio libro.
eppure è scoraggiante pensare che sia così, e cioè che sia importante -quella certa cosa- che poi serve alla riproduzione, cvioè, scientificamente: non è allora tutto il sentimento che un pretesto per potersi riprodurrre?ù
in questo caso solo l'amore gay è vero amore, ahahah, ma ovviamente non è vero neanche questo.ù
vabbhè, sto scrivendo il mio testo proprio per poter essere più chjiaro, e adesso non ti dovrei parlare ma ascoltarti.
[b]* moh[/b] scrive:
mm si interessante quello che stai dicendo, fa ragionare molto... ma perdonami, adesso devo proprio scappare scusami.. ci sentiamo più tardi
Nichilovich! scrive:
ciao =_=
 
posted by arturo_arcobaleno at 14:30 | 0 comments
giovedì 18 marzo 2010
stanno mettendo a posto la città,
i marciapiedi ingombrati
dagli arti amputati
dei pini.

stanno facendo pulizia,
la religione è l'etnia:
stavo guardando la pagina di wikipedia
sul genocicio:
perchè ti auspichi tutto questo,caro dio?
 
posted by arturo_arcobaleno at 21:52 | 0 comments
mercoledì 17 marzo 2010
sono così debole,me al contempo così cosciente.

la gente fa le tempeste nel bicchiere
e io mi ci perdo.
nella routine dell'irreale, che è già morte pessoiana
anche se cerco di riempirla col mio amore.


e ogni umore è umor nero:
vorrei qualche dipendenza per non darmi pensiero,
vorrei esser pensiero per non pensare
sempre al nero:
ogni mente è una malattia mentale,
ma i miei rapporti di forze hanno leggi fisiche diverse dalle vostre.
e so che la gente mi rimuove,
so che alle prede bisognerebbe avvicinarsi alle spalle,
ma faccio solo ciò che sento,
so che sento il disgusto del realizzabile,
kafka è già una maledizione sufficiente:
amo ciò che amo e non la coscienza della gente,
è bello scrivere dopo aver scritto sonetti,

ciò che è alogico non è illogico,
cioè che è logico non è alogico,
la logica è illogica.

E pensare che sto male per delle cose così meschine!
mentre non mi preoccupo delle poche grandi che mi capitano.
aggrotto le ciglia,
ho mal di stomaco:
pensavo, per esempio,
quelli dell'itis fingono di conservare un'umanità
pensando però solo al denarE:
e invece quelli del liceo
fingono di avere ancora tutto l'interesse
per il denaro e viene fuori solo
una reduce umanità.

e tutto il resto.
 
posted by arturo_arcobaleno at 15:20 | 0 comments
martedì 16 marzo 2010
pessoa vede solo la realtà,
per questo dice "c'è tanta gente intelligente":
perchè sente certi monaci del '600
molto più vivi dei passanti sotto la sua casa.

io intanto incomincio a bloccare le persone brutte,
non solo le brutte persone su netlog.

ma poi, come si fa a non capir che
l'estetica è un'etica?
io ho un'estetica, trallallà:
inorridisco di chi segue la moda
va in discoteca
va sotto i ferri dell'estetista (estetica abominevole)
o si fa le lampade uva.
non è un'etica questa? e tra le più serie:
le brutte persone per la brutta etica comune,
mi piacciono, i ragazzi brutti possono
poi essere bellissimi o bruttini.
l'unica mia debolezza è non riuscire a smettere di sapere
che i ragazzi belli sono davvero belli.

la mia estetica è un'estatica.
 
posted by arturo_arcobaleno at 20:22 | 0 comments
rimuovono freud,
ignorano san paolo,
si gloriamo della loro grossolanità:
anche io sono umano?
che strano.

ma io non ho la nevrosi normale, la normale nevrosi,
ho una psicosi che mi esime da questi
errori così banali:
io sbaglio tutto, perdo tutto,
perdo proprio la possibilità di vincerE:
ho trionfato una volta per tutte,
fuori dal tempo,

mentre sui monti si scioglie la neve,

non ho più, non ho -più- bisogno di difesa,
essere sogmatici signifca essere deboli:
non lo dicevo ieri?
anzi, era una profezia di stamattina per l'ora che doveva seguire,
ora cerco il verso.
 
posted by arturo_arcobaleno at 16:26 | 0 comments
lunedì 15 marzo 2010
mia mamma ha comprato max per il bar in cui lavora
e perciò lo sto leggendo.
non so bene di cosa parli.
l'unica cosa interessante sono le pubblicità
con modelli ammiccanti.
sulla copertina c'è una donna svestita,
pensavo appunto fosse una rivista per uomini:
ed è piena di maschioni sexy.
Così come quando avevo undici anni le riviste di mia mamma, femminili,
avevano solo ragazze sexy. e io ne rimasi
così affascinato da volerle imitare.
Non so, non mi pare che siano tutti gay,
freud pensava forse fossero tutti bisessuali
(il forse va una parola dopo).

E intanto su facebook hanno capito che
non sono davvero tutti pazzi.
l'avevo capito già da prima, molto prima che uscisse alice,
era una motivazione
del mio 19 luglio.
(intanto non so, non sarebbe un bellissimo testo
questo se fosse una poesia?proprio questo, intendo,questo. poitreei recitarlo,
magari.
ma io so scrivere i
sonetti e le sestine liriche. quando proprio
non trovo altro modo in cui disperdere il seme.
settimo: disperdere il seme):
ma poi, ovviamente tutta la storia
è storia di pazzi, ovviamente:
ma non so, non lo sanno che è doloroso?
è molto doloroso.
ma tutto, è molto doloroso.
eppure, bhè, a me fanno schifo le soddisfazioni.
le cerco perchè mi fanno schifo.
non sono un mattacchione:
nei miei occhi,
che non ho mai visto,
arde una luce terrificante: lo so.

frase da personaggio che nel mio simposio non c'è:
"per te ho avuto un sentimento grandissimo,
sincero, puro, genuino,
palingenetico:
è durato due settimane.
e senza non sarei sopravvissuto."
mentre qualcuno nel simposio dirà
(non perchè copincollerò,
si troverà a dirlo, ed inoltre,proprio lui)
"ma c'erano quindi delle necessità ben
precise che hanno generato il sentimento".
sì sì sì certo! manon si sarebbe adattato a un tutti,
un sentimento così necessario!
la necessità non ha solo creato il sneitmento, ma anche l'incontro di quello su cui proiettarlo (sto iniziando a battibeccare coi miei personaggi).
avevo bisogno d'aria [IO].

ora, non so, per respirare meglio
comprerò quei cerotti per tenere aperto il naso,
oppure mi taglierò la goola.
 
posted by arturo_arcobaleno at 20:49 | 0 comments
aforismi: non combattere per ottenere le cose che odi.
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:14 | 0 comments
l'occhio poetico è luce santa,
l'infezione non si propaga solo per via aerea

le montasgne danzano,
sui rami ancora foglie d'opro,
per terra l'erba verde e lo scintillio
delle bottiglie di coca,
("il mio amore è indistruttibile
come una bottiglia di coca nel mare")

pensavo ,bhè, a quella volta in cui mi ero stupito
che putnando l'obiettivo
verso il cielo,
la foto fosse azzurra,e non proprio nera.
il resto, l'ho detto al vento,
solo lui lo merita.
 
posted by arturo_arcobaleno at 15:46 | 0 comments
penso a quanto sarò cambiato
da qui a quando scadrà lo yogurt
 
posted by arturo_arcobaleno at 06:28 | 0 comments
domenica 14 marzo 2010
intanto
sono incredibilmente...
ininquieto,
mi si perdoni il neologismo che potrebbe
sembrare sgraziato,
quasi, adolescenziale:
e invece ha la bellezza del lessico filosofico tedesco
tradotto in italiano,
aberrante fonicamente
ma porta sull'abisso
(sono un poeta, non un'anima bella del cazzo).

quasi come se stessi raggiungnedo il disinteresse
per la mia religione,
mentre il mio essere
è esattamente ciò che è,
e io lo sono: perchè dovrei dirlo?
parlo d'altro.

contemplando quasi come se fosse un film
ciò che mi succede:
ah, certo, deve star soffrendo,
quelò tipo là:Me.

che il monbdo si diverta come meglio crede,
leggendo la pagina facebook di quel tipo
là (Me, ma poi, meglio, L.),
sono venuto a sapere che la sua attività
è far conoscere ai cristiani la gioia della morte.

solo molti giorni dopo
m'era tornato in mente il verso
"ovunque io cadrò, cadrò cantando",
che così ottimamente descriveva il mio stato:
ora, invece, ho il sorriso dei maestri zen,

proprio perchè il fiume
è di nuovo, il fiume,
e le montagne sono tornate ad essere
montagne:
intanto, però, io sono sparito
(avendomi del tutto,essendo ora
per la prima volta,
proprio me, e l'illuminazione
è secca e nemmeno più osura):
sarebbe del tutto superfluo,
privo di interesse, e bello,
mettere fine al mio corpo:
non cambierebbe niente.
 
posted by arturo_arcobaleno at 16:14 | 0 comments
sabato 13 marzo 2010
perchè la merce che compero nel negozio sotto casa a POCHI euri ha viaggiato molto più di me?
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:45 | 0 comments
che idiozia avere un cuore.
e un caZZO.
e un corpo.
e del fiato.
e una lingua.
e un dio dentro.
nbon visto da nessuno.
e uno stile.
e delle speranze.
e delle stanze.
e delle intermittenze.
e dei destinatari.
che idiozia non disertare.
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:43 | 0 comments
Tutto ci educa,anche il paese delle meraviglie.
come se l'esistente fosse il solo esistente!
(se prendessi del laudano vedrei eserciti fondati sul senso
d'onore opposto al senso della -propria- meschinità)
ho detto alla madrelingua "when i was a dog":
il cane di pavlovsk, se non erro. lei, nera, non votava obama,
se non erro, perchè aveva tradito la dignità della povertà nera.
ma veniva da atlanta ed avrà pur bevuto la coca-cola.
Tutto ci educa: il minimo suono di campanello,
anche se in realtà, o mio caro scettico inglese emulato da kant:
non vuol dire che la prossima volta che la pallina viene colpita, prenderà su di sè l'energia cinetica:
e inbfatti, ora, dopo centyo volte che l'ha fatto,
il campanello suona -e non c'è nulla da mangiare!
Qausi enorme come quell'unica volta in cui berlusconi disse la verità.
tutto ci educa, si era bruciata la lmpadina del cesso
e nessuno aveva voglia di cambiarla,
dopo una settimana l'ho sostituita io e continuavo a
non accenderla ricordandomi che era inattiva. A volte
non accendevo neanche le altre luci.
tutto ci educa, prima del resto, il paese delle meraviglie.
e così, meravigliati e non strigliati,
rispondiamo agli impulsi come computer guidati
da probabilità labili:
ma non si dovrebbe fare nulla,
nulla è certo,
dio non eiste e non è mai morto,
essendo stato creato ma mai ingenerato,
come buddha avrebbe voluto e non ha avuto il coraggio di fare,
auspico un suicidio di massa (ricetta medica).
(ho la forza di farlo perchè sto bene, l'uomo nero dorme nel
mio letto: è una metafora.).
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:29 | 0 comments
sono sceso dalla mia torre d'avorio
e non ho trovato
alcun uomo.

(ma non uomo, dico, uomo, uomo, l'uomo vivo).
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:19 | 0 comments
certi giorni mi sembra addirittura che il mio stato non sia poi così spaventoso.

faccio discorsi estasiati, ridenti, proprio, non patetici, dicendo:
la gente ride sempre quando lo dico, come rimarrete stupiti quando riuscirò a diventare raskolnikov!

non è spaventoso, nulla è spaventoso, solo io lo sono.
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:02 | 0 comments
venerdì 12 marzo 2010
a volte invece mi sneto come semola nella spada nella roccia:
"no, ti sbagli, non sono uno scoiattolo,
sono un essere umano".
spesso anche se non è una inopportuna scoiattola,
ma proprio un altro scoiattolo:
che non è un essere umano.
 
posted by arturo_arcobaleno at 21:44 | 0 comments
giovedì 11 marzo 2010
l'unico mio peccato è non essere stato fedel al mio titolo di nichilovich!
 
posted by arturo_arcobaleno at 15:27 | 0 comments
tra la ventina che c'erano, dalla parete si è scollato lo
slogan "ama il tuo assassino" e "ammetti la perdita per sempre".
giusto, giusto.
 
posted by arturo_arcobaleno at 13:29 | 0 comments
mercoledì 10 marzo 2010
rimbaud: è proprio per questa carnaccia che ho scritto le mie rime.

(e dante, no?)

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posted by arturo_arcobaleno at 22:13 | 0 comments
in tutto questo tempo non ho smesso
di sognare la mosca d'oro,
la cosa più naturale del mondo,
con il suo sorriso immondo!

eppure, come potrebbero essere statue?
vabbhè, vabbhè, prima che me ne dimentichi,
e già non mi baso che sul mio ricorod,
che è già assai simile all'oblio
(il mio ricordo, ma quando scrivo,
non sono solo io)
A:ma le tue statue sono diverse dalle mie,
le mie statue sono pietrta celata sotto la carne, ma che hanno,
sotto quella pietra, un'anima, che non esiste,
ma intanto agisce, ed è occultata a loro stessi:
io sono lo zero dello zen andato a male,
mi gusto la magra soddisfazione della soddisfazione
di andare oltre l'apparenza:
ma poi la verità è un paradosso, non soltanto una profondità,
la vera verità è caotica magmatica e anche contraddittoria,
è molto più di un semplice oltre...
tu invece ti limiti a vedere la carne oltre la pietra:
e non riesco a immaginare i tuoi occhi,
perchè si tratta solo di inalterabili punti di vista,
e quindi io riesco a vedere anche una carne resa di nuovo pura da quell'enorme
mancanza che ognuno, a volte, ai miei occhi si porta dentro:
tu invece puoi andare oltre la pietra per arrivare al dio che essa dovrebbe ospitare:
ma il mio ateismo è una mia descrizione,
non una decisione: non credo tu incontrerai molti dei.
Ma come credere, al contatto, che siano statue?
semmai è vero il contrario: "perchè non smetti di parlare?, e non diventi statua,
liberandomi dal mio male?"

la mosca d'oro:
piango sulla mosca d'oro,
sulla bellezza che mostra,
essendo forse il solo a poterne vedere la vera bellezza,
che c'è, anche se non si mostra,
ed è nel ghigno sapurito represso in pubblico,
nell'occhio vacillante
(nella mia voce disillusa da tossico).
ho incontrario il genio che era il principe,
il principe che era il genio che ero, e non l'ho potuto amare,
perchè non aveva un cazzo? se avesse avuto un ciondolo tra le gambe adesso
non penserei mai al suicidio?
questo la dice lunga su cosa possa essere un cuoe,
e perchè mai si distingua tra il cuore e il cazzo.E la ragione.
e quindi è davvero tutto cazzo: però, al contempo, se questa è una verità incancellabile, incancellabile è anche il mio rifiuto per essa,
e vero! "meglio la morte che rinunciarvi" dice ppp, io dico meglio la morte e basta.

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posted by arturo_arcobaleno at 20:27 | 0 comments
ho ritrovato tra i vecchi avatar di messenger l'uomo nero di picasso
ispirato a quello di velasquez:
ilquadro si chiamerebbe las meninas,
l'uomo nero l'ho ritagliuato io:
con le forbici, al museo di barcellona...

stavo leggendo quoi?l'eternitè
e avevo un sacco di frasi intelligenti da dire
ma alzandomi dal letto le ho dimenticate.
sul dorso, sapete, se è shakespeare mettono
sha, se è fischer mettono fis,
se è poe mettono poe,
qui hanno messo "you". ma non era questa la cosa intelligente.

ma verosimilmente aveva a che fare con l'uomo nero.
che in quanto tale,
è un'ombra,
però potrei anche parlare
di un ghanese cattolico amico del prete,
che finisce del tutto casualmente
anche lui
nel locale per soli uomini in cui finisce
proust in sodoma e gomorra II.
come tutti gli altri!
e perciò, vabbhè, è abbastanza faticoso per me
provare lo stesso orrore
sia per le puttane che per i santi.
tutti con lo stesso languore.
inizio a provare una certa invidia per chi si castra chimicamente.
il solo angelo è quello dell'età della ragione.
ottimo marito, ottimo marito.

e sarebbe anche tutto molto facile,
devono essere passati solo due giorni da quando cantavo in auto quella
parodia del "voglio una cosa speciale2 bhè bhè.
non sono responsabile dei miei sentimenti.

mi faccio forza e ìrievoco alla memoria per la prima volta
pasolini che dice che i pederasti sono i migliori pedagoghi.
ottimo paradosso.

è tutto perfettamente coerente, il caos e il caso, e anche il casus,
ma inizio a preuoccuparmi perchè pensavo che quella
cosa a cui continuo ad alludere senza poterla
dire fosse il cazzo, e invece magari è altro,
magari è davvero altro, sarebbe molto triste.

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posted by arturo_arcobaleno at 17:51 | 0 comments
certo, è ancora piuttosto strano.
e a tal proposito, chissà quante auree nefandezza
inventerei
per un mio padre confessore!
assolto da tutot, da tutto, anche da quello che non ho commesso.
ma non sono così fortunato da credere in dio,
è lui a credere in me:
a tal proposito, sto davvero diventando pazzo,
lo dico da un po', ma forse è sempre più
vero. e sono il solo protagonista della mia vita.
e sono un coglione. rileggendo un po di cose non so in che stato dovessi essere per crederci!
tocco certe vette di raziocinio (anche sentimentale, bada bene),
e poi magari cerco di giustificarmi. ma sono in-gius-ti-fi-ca-bi-le.

ho molto peccato, te ne vendo un po'?
 
posted by arturo_arcobaleno at 08:21 | 0 comments
martedì 9 marzo 2010
questa poesia ha avuto per me molti significati,
mai nessuno.

Questo sonetto mi è sempre parso associato alla lunga poesia
"Al poeta a proposito di fiori" in cui si afferma duramente che la poesia poeticizzante ci ha stancato.Ma questo sonetto così famoso non è rappresentativo dello stile di Rimabud, è una sperimentazione, più che uno scherzo, le altre poesie sono molto più evidentemente dotate di senso, anche se a volte di difficile comprensione.
i myosotis sono immondi, la poesia non è una cosa da anime belle,
in definitiva, bisogna rendere l'anima mostruosa, e ascoltarla, una volta
resa tale. I gigli sono clisteri, Rimbaud si auspica una poesia che mostri fiori nuovi,
fiori del male, tributo all'unico dio per lui esistente, e dopo averli auspicati,
li realizza. è l'ordine alfabetico, anche se non rispettato, a rendere insorabile
il procedere di una poesia in realtà perfettamente coerente, e ricca.

Il vero protagonista della poesia è il poeta che colora le vocali,
e mostra come possa estrarre dal suo cilindro,
quasi con scrittura automatica, cataste di immagini per semplice
analogia, per richiamo oscuro e uditivo:
il senso è già nelle lettere, ancor prima che nelle parole,
così come la musica suggerisce sentimenti e anche ragionamenti.

Così, con estrema modernità, metà del senso è ancora tutto da costruire,
come per metà delle opere custodite
nei musei d'arte contemporanea: si susseguono delle immagini, magari in antitesi tra loro,
c'è una fragorosa annumerazione che smebra non portare da nessuna parte,
e intanto però viene affermata la potenza della "fantasmagoria": contano
solo lo stupore e la potenza immaginifica.
Il vero problema è che il senso è sovrabbondante, non c'è un senso solo ma ce ne sono mille, e ci sono tutti: Tutto ciò è evidenziato attraverso le immagini libresche da colui per il quale i libri di fiabe furono gli unici degni libri di testo.

Ma c'è ancora la tensione dell'inesprimibile,
del mistico che vede dio e non puàò che balbettarlo,
la stessa tensione dell'altro celebre sonetto in cui
"intender non lo può, chi non lo prova",
e qui è ancora più incomunicabile l'seprienza che non è di figlio ma di veggente.

Così come nel manifesto della preveggenza, volevo dire, nella lettera
"rovinerebbe si afferma "se un debole si mettesse a meditare sulla prima lettera dell'alfabeto"(che è la A,bianca) "rovinebbe nella pazzia". Rimbaud invece è forte e mettendosi a meditare trova un mondo,che si chiude poi con l'omm indù che risuona dall'inizio dei tempi e si sentirà infine.

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posted by arturo_arcobaleno at 18:32 | 0 comments
non sono una persona seria,
non sono una persona,
sono anche io un uomo e fatico a ricordarmelo,
ci pensa il mio cazzo,
ho scritto in auto un sonetto che dice
"piangendo con il cazzo in tiro"
non sono melibeo nè titiro,
verso oracolare, lo si consenta
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:09 | 0 comments
quella cosa, di per sè rara, e in francia assolutamente eccezionale, che è un cattivo prete:
"non sono mica" -mi sarei aspettato, un santo- "un'angela!"
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:38 | 0 comments
e guardo da altre parti, voglio dire, per non guardarti negli occhi.

come sempre, fingo di essere proprio quello che sono:
la volpe viva nel trofeo finto.

ehm uhm sto facendoparlare pasolini ma infatti si chiama aristofane:
ogni tanto il mio cuore intemrittente si accende su quella che fosse davvero
la realtà di pasolini, e io sono proprio pasolini, agghiacciato,
circondato da statue, che mi vogliono abbracciare, statue di sale.
bhè! niente male, niente male (ma dove la trovo una pistola?).
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:25 | 0 comments
non c'è disperazione senza un po' di speranza
(nevica)
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:24 | 0 comments
lunedì 8 marzo 2010
rido! rido!
dannazione!
la mia dannazione!
rido, sono così ridicoli,
ioo con loro, ma loro più di me, rido!
"non lo so perchè" gli avevo chiesto perchè:
non lo sa. la risposta più interessante che potesse darmi.
se avesse detto "cerco qualcosa", gli avrei detto:
sai...sei la mia mosca d'oro, distruggimi
se mi avesse detto "volevo dfarmi due risate"...
non mi avrebbe convinto:
non si capita per caso nei campi di concentramento!
non è proprio come uccidere un uomo,
ma insomma,
e poi mi aveva detto,come prima cosa,
di aver letto l'introduzione alla psicanalisi:
ennesima riprova del fatto che il conscio è solo la punta dell'iceberg.

(ma non ho più voglia di divorare nessuno
da quando ho capito che il lupo è uomo per l'altro lupo,
benchè la sua grazia soffocata da uno spolverino
da giocatore di calcio sia comunque inaffondata).

una scena da sodoma e gomorra, insomma!
quello proustiano
"non sono un'angela" e io che mi stupisco
NON cadano le bombbe
(mna ho detto tutto ieri),
devo sbrigarmi a scrivere il mio alcibiade:

intanto, però, questa camera 37, o quarantadue che fosse,
che mi capita ora...
mi fa dubitare di essere lui e non me
 
posted by arturo_arcobaleno at 20:35 | 0 comments
non mi lascerò convincere
dell'irrealtà della Realtà
 
posted by arturo_arcobaleno at 19:25 | 0 comments
non so se bestemmiare o sorridere
(solo io vedo i fiumi di sangue e di miele).
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:01 | 0 comments
voglio un amore normale,
nessuna rivoluzione da fare,
se sono un'erinni me lo voglio scordare,
voglio un amore normale:
un poco più che una puttana,
di cui ci si può comunque innamorare,
se dal letame nascono i fiori,
e il veleno dai fiori del male.
se non posso esserlo,
lo voglio avere, uno schifoso membro normale!
non essere il fiume nè la gazzella,
ma un cadavere insepolto,
come il mio alcibiade ventiduenne
che se giace con socrate,
lo fa solo per un posto in parlmento.
ecc ecc.
 
posted by arturo_arcobaleno at 13:12 | 0 comments
domenica 7 marzo 2010
mentre di là si raffredda il thè:
contiuo a rimuovere, freudianamente,
il raccontino di wilde,che è fondamentale:quello sull'usgnolo,
anch'esso così sventatamente cattolico:

essendo stato rifiutato dalla sua bella
il giovane ficca il naso sul polveroso librone idealista
(non diealistico, hegeliano)

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posted by arturo_arcobaleno at 20:42 | 0 comments
sono immensamente ingenuo e immensamente saggio,
è molto difficile da capire questa mia ambiguità.
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:47 | 0 comments
Sono il sommo sacerdote della mia religione,
che non ho,ma sono.
ogni mio passo ha l'ebbrezza
del primo passo
su un pianeta che non è il satellite di nessuno.
non ho dogmi ma grandi respiri,
sono veda i miei risvegli.
Ebbro, santo, invisibile,
incenerisco i passanti nella mia solitudine,
sono ancora in piedi, ma quasi per gioco.
[come quando vibrò una luce alogena,
alogena, nei miei occhi,
decretando vane le argomentazioni razionali
di un semiredento ,e progressita, figlio di forzista,
pensando che bastasse dire "vita", la vera vita, agli zombie,
per far sì ch'essi s'accorgessero di essere polvere]
Nella solitudine del rito,
io irrido credendo però a tutto:
son ancora quel nichilovich
(che.spalancò.le-forze.dell'inferno):
anche questo è uno sbaglio,
che belli gli sbagli.
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:39 | 0 comments
sei di marzo,
annoiato mi gratto
il perineo.

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posted by arturo_arcobaleno at 13:58 | 0 comments
come,ancora tu? o bastonatore di kafka.
c'è un castello sul mio comodino,
finito di stampare nel 1983.
ma il mondo è un grande campo di concentramento,
non di igiene mentale,
np dentale,
e tra i nazisti io tento di mantenermi in vita,
e cioè pensante tr ai castrati,
scrivendo romanzi mentali mentre tutto intorno si cerca
di annullarsi nell'abienzione normalissima di un solo mezzo litro in più,
in più degli altri 4.
ma non sapevo fosse quella la realtà, avevo calcolato altre verità,
e invece è tutto nroamloità intessuto di verità kafkiana:
chiaramente, una dicotomia,, tra la norma probabile e la verità paradossale,
e solo nel paradosso la bellezza della verità.
ma pare siano le 4:30, davvero inconcepibile,
davvero inconcepibile:
se avessi la forza di scrivere alla mia cara margherita le direi che finalmente ho capito che fare il cameirere è almeno molto meglio che fare l'adolscente:
dico, magari non l'adolescente,
ma di certo il teen-ager,cosa che io non sono mai stato
(dopo la musica che non fa sentire nè parlare, la luce a intemrittenza continua e costanbte che no nfa vedere ...e creare).
 
posted by arturo_arcobaleno at 04:23 | 0 comments
sabato 6 marzo 2010
ed io ce l'ho un cuore? o un cazzo?
cosa starà dicendo berluscone sul tre in questo momento?
son sveglio o sono attento?
oggi non ho scritto niente sul mio libro nero,
non ho la forza di rifinire i fiori del male,
che sono là sul pavimento come tutto il resto,
come tutto il mondo,
ho una lingua assurda non avendone un'altrA:
ma se questa è la mia, poi ne posso usare anche altre,
non un altro stile, ma un'altra lingua sì:
che non è un organo, però,
o forse solo un organo da chiesa,ad acqua,se della corrente non c'era la presa.
infatti, faccio acqua, e questo mi esaspera: ma scrivo meglio di come parlo e nei flussi di coscienza non faccio proprio altro che parlare.
e penso meglio di come scrivo. Anzi, mi stupisco sempre che non abbiano tutti i lmio furore intellettivo, ma è davvero difficile far credere di non starmi vantando:
pensano ai tiri sbagliati di maicol giordan, beati loro.

Non riesco a vendermi non riesco a vendermio non riesco a vendermi:
sono costretto ad avermi tutto.
la mia tastiera scivola sulla scrivania senza nemmeno che io ne abbia mangiato i gommini,
non funziona la ù:
se esistesse un satana interessato alla mia anima!
ah! dovrò scrivere anche un altro faust?
con questo povero faust tutto sapiente che evoca gli spiriti così come si
invocano i barbari, e non arriva nessuno:
peccato, quegli spiriti erano una soluzione.
e una margherita che non è già più maria ma solo margherita e salva dall'inferno che però intanto è anche il solo paradiso! perchè non è più il '63, non è
neanche il '75, ed ora c'è solo un paradiso, che quindi si è realizzato, in un orrore sommo che diventa anche godimento, la sola dimensione di un tempo è svanita anch'essa: che margherita mi salvi dal paradiso, ma forse esiste solo il nirvana.
che dannazione l'assenza di ogni dannazione!
la solitudine di non potersi perdere,
sono talmente poche le persone che esistono,
e neanche un satana? se solo potessi farmi assumere dalla fininvest!
ed entrare in questo paradiso che mi è precluso:
salvatemi dal paradiso.
intanto, però, (nessunissima lega degli uomini, solo lega dei padani),
non riesco a fraternizzare con i santi dannati
(e sono sempre stato così cosmico, così cosmo,mai cattolico perchè mai universale)...
non sono freud ma sono faust,tant'è. (che bello chopin).

Oggi ho capito perchè si dovrebbe entrare nelle'sercito,
se un'officina sarebbe un convento,
l'esercito sarebbe il deserto reale in quello metaforico,
che invade per proteggersi e investe sulle armi sbagliate.

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posted by arturo_arcobaleno at 19:12 | 0 comments
per parlar con il cuore in mano serve innanzitutto avere un cuore.
mentre "abbiamo scoperto che conta piùla gestualità delle parole dette",
per così dire:ma infatti non avete letto un libro in vita vostra,
come dire, significherà qualcosa anche l'incapacità di articolare un congiuntivo
(e la confusione che non è fretta nè kerouackianesimo, semplice incapacità:
trallallà, come si dice.
Il cuore è un organo, lo so, proprio come il cazzo, ma parlo raramente
con il cazzo in mano. Nel frattempo la yourci (che paradossalmen te diverrà metà del mio aristofane che pian piano porto avanti, e ho integrato proprio ieri, idealmente e non di fatto, leggendo di un certo usignolo,e per giunta cattolico):
mi dice che esistono poche persone: come se non avessi detto la stessa frase.
E la ntenerezza per chi non vede altro che la chiesa grigi,
giusto un pelo meno squallida di quella tutta rosa.ERsistono davvero poche persone, ma mi vedono bene anche quelli che non esistono,
non sono un fantasma, sono fantasmi, ma vorrei dire fantasma.
Ieri mi ero stupito, nell'alba grigia e nuvolosoa,
che oggi avrei visto un simile dio nel sole che ardeva la montagna con cui confina a nord la mia abitazione rosa salmone.
e così è steso e oggi non mi son stupito di niente:
ma ieri tutto lo stupore è intanto:
se ci fossero state nubi anche oggi (ovviamente, nessuna previsione meteo da me guardata), forse un po' mi sarei stupito:
dio era però lì, sacro, e non fingeva.
nè ci ho mai creduto, stassera non posso scrivere niente,
domani dovrò alzarmi tardi, sei per sette 42, dovrò dire alla mioa ansia, che non è neanche angoscia, dovrò dire alla mia inquietudine che si sopravvive comunque, e sempre, e si sopravvive? ci sono 5 milioni di posti di lavoro occupati dagli ebrei.ah,
no, sono passati 70 anni, ora si chiamano extracomunitari, sporchi negri, non sporchi ebrei.
 
posted by arturo_arcobaleno at 14:09 | 0 comments
venerdì 5 marzo 2010
sarebbe bello se riuscissi a dimenticarmi di quella che è la realtà,
di quello che è l'ineliminabile vero di ogni uomo in quanto razza
peggiore della scimmia, e di tutti gli altri regni,
sarebbe bello essere sempre il contrario del soares che si perdE:
è molto bello, invece, anche timbrare il cartellino d'uscita dopo
3 brevissime e paradossali ore, in cui ovviamente il mio corpo danzava la sua danza senza seguire la musica che c'era,
ed era eloquente negli sguardi non dati e nella tenerezza sincera,
tre ore passate come un ennesimo battesimo, sempre uguale e più paradossale,
per un immersione nell'unica realtà reale:
il regno del banale.
con la mia compagna di classe che si crede evoluta (lapsus: si crede voluta) e sparla con me di chi non è evoluto, di fatto,
e certo dà molto fastidio anche a me se si arrischia a parlare di letteratura:
ma c'è sempre questo elemento che io trovo il più intollerabile:
il numero! il numero! e cioè la quantità, ma siete della stessa pasta,
tu e lui, solo io sono davvero altrove,è il mio dolore a potermelo far dire, e zoppico come un poeta che si finga albatro..). [ho detto tutto ma non mi sarò fatto capire, le parentesi è come se non ci fossero, e quello là di prima, deprecato con deprecabilità, non riusciva nemmeno a concepire che io leggessi un libro mosso dal mio sentimento d'amore! voglio dire, come, di cosa, come ancora parlare con gente così altra da me? non sono forse, davvero,proprio quinte di cartone, loro, contrapposto a me che invece sono fatto di carta,e dunque divino?]
sopra o sotto il letto ho da un paio d'ore il primo libro di poesie in italiano di pasolini: assolutamente paradossale, e devo ancora finire pessoa,
ma leggerò prima questo pasolini e poi ne patirò la perdita:
in una poesia dialogano il casarsese e uno straniero,
e sembra che la povertà agreste non sia misera ma un mistero:
oggi è tutto scoperto e tutto mescolato, il vino rosso con il gelato,
e semmai, non c'è mistero, solo confusione,
disordine ma non caos.
Sarebbe bello essere sempre nella realtà con la r maiuscola -ma non- quella minuscola,
la realtà scevra dall'esistente, in cui spera hegel e in cui io sto,
senza più gambe, con la colpa del corpo, ma anche senza un po' di essa,
puro spirito impuro.
prima di avere l'usignolo stavo leggendo porcile, che invece non è paradossale, è simmetrico per contraddizione e sublime per respiro e inascoltabilità:
forse scriverò anche qualcosa di così bello: : :
no? forse, non è la carne a gettarmi nel mio stato di naufrago,
stato che scorgo in tutti i matrimoni andati male e anche quelli protratti per anni,
forse, per me, è solo l'esigenza di provar eil più possibile delle esperienze che mi possano portare a migliorare il mio simposio:
non era il cazzo a guidarmi, che paradosso.
E cioè ritrovo addirittura fiducai nella mia lingua,
che intanto, per parlare di carne, è gonfia per l'allergia a qualcosa che io non so,
la realtà politica italiana.E ho tolto appunto l'appunto di pasolini sulla sua incapacità di scxrivere poesie a 21 anni, età in cui lo sto leggendo io,
e l'ho sostituita con la'affermazione,sempre pasoliniana, del fatto che la poesia, non sfuggendo la determinazione economica cui nulla sfugge, sfugge ad ogni determinata determinazione:
anche se parlo del mondo dei banali e dico che un bambino giocava col nintendo ds,
un cliente questa settimana ha lavorato molto nonostante la crisi, sono molto antiquati i grossi cd da karaoke da 20 anni fa.
ogni determinata determinazione, non è poco:scorgo le esigenze dei libri scritte male e la incancellabile mancanza di necessità di baudelaire, che si annoia: ma come, perchè allora non ti leggi un libro di rimbaud?

ho bisogno di una camicia nuova.
 
posted by arturo_arcobaleno at 23:26 | 0 comments
giovedì 4 marzo 2010
sotto la pioggia, alle nove di sera,
in una sera di marzo,
la pioggia che prima scrosciava ora è leggera:
i lampioni intervallati dal nero di fuori e dai fulgidi fari,
finiti i baustelle da solo inizia debussy,
e meditando su un verso di pessoa mi trovo a fare in seconda una curva,
come se lo zen dell'arco m'avesse trapassato da parte a parte,
con il tempo che rantola a terra,la schiena spezzata.

l'illuminazione, come si sa, non si può dire,
come la verità: metto però in luce che c'era buio,
e che la musica, che simulava una fuga,
sulla luna, non era folle maenormemente silenzioso,
era lo scrosciare della pioggia che non sentivo:
ed ero proprio pessoa,
essendo io proprio in me,
essendone del tutto fuori,
del tutto altrove che in un'automobile
prodotta dalla fiat,
assmeblata in italia, costruita in romania:
tutto ciò non era mai esistito ed io ero finito prima di nascere,
vioncevo su tutti i piani e non li riconoscevo,
nulla di straordinario ma moltissimo di troppo ordinario
tutto intorno a me:
il resto l'ho già dimenticato,
o non l'ho mai saputo.

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posted by arturo_arcobaleno at 21:35 | 0 comments
vorrei scrivere un romanzo su facebook, non ho la forza di addormentarmi,
nulla è ammissibile e il mondo vero è troppo lontano:
mi ricordo una banca dietro ad un porticato marmorizzato,
mi ricordo dei coriandoli sulla strada,
e la gente che crea attorno a sè i cerchi, più che le cerchia,
di persone consacrate,ed io che giustamente faccio fatica a credere nell'esistenza di chi incontro,
non solo su internet, su internet è più facile dimenticarsi
del calore della carne di chi si ha di fronte, ma la sanitàt che i corpi ancora hanno, non c'è più,
e quindi va in realtà bene internet, e io non so dove vada a finire tutto il mio tempo:
il tema di questo post nera però quello della gente consacrata a sè o a cui consacrarsi,e
la gente che intanto si dimentica di tutto,
anche magari di essere stata nella mia caverna a sorseggiare un po' di thè
avvelenato, ma questo veleno, io confido,
agisce ancora, sotto i loro capi firmati, o firmati male.
Vengono a pormi icterrogativi fin dall'altro lato
della (classe), e io rispondo a tutti ma non ho ancora
ricevuto lo stipendio di gennaio,
quello che mi riconforta è sapere che questa notte mi addormenterò e che
l'idiota era stampato in caratteri più piccoli degli altri libri, anche se non è certo cosa voglia dire questo fatto,
che di certo è stato fatto, chi sa da chi:
l'unica cosa che mi dispiace è l'aver martorizzato un libro rosso
di pasolini, proprio di pasolini, oltretutto, anche se un sonetto ora lo potrò anche copiare, forse, se ne ho la forza: la forse.
 
posted by arturo_arcobaleno at 16:59 | 0 comments
per metà sono annichilito, per l'altra metà annichilente.
ed è bello annichilire, annichilirsi,
ma quando sarò finito, e cioè svanito bene,
come dissi al negro che m'ha salvato,e che ha capito tutto
quello che gli ho borbottato:
accade sempre più di quel che vedono e meno di quel che serve.
 
posted by arturo_arcobaleno at 16:54 | 0 comments
mercoledì 3 marzo 2010
non copio nemmeno più sul blog
i sonetti che scrivo durante le verifiche
di matematica, come dire,
e intanto sporco la carta di parole troppo pure
per sembrare tali. oppure non è affatto così,
c'è una nota di retorica che non mi piace
in questo post:
come dire, scrivo essenzialmente per non essere scritto,
mi sembra molto logico:
acquisto aree di bassissimo valore
che si rivaluteranno di qui a due o tre secoli.
 
posted by arturo_arcobaleno at 22:15 | 0 comments