sabato 6 marzo 2010
per parlar con il cuore in mano serve innanzitutto avere un cuore.
mentre "abbiamo scoperto che conta piùla gestualità delle parole dette",
per così dire:ma infatti non avete letto un libro in vita vostra,
come dire, significherà qualcosa anche l'incapacità di articolare un congiuntivo
(e la confusione che non è fretta nè kerouackianesimo, semplice incapacità:
trallallà, come si dice.
Il cuore è un organo, lo so, proprio come il cazzo, ma parlo raramente
con il cazzo in mano. Nel frattempo la yourci (che paradossalmen te diverrà metà del mio aristofane che pian piano porto avanti, e ho integrato proprio ieri, idealmente e non di fatto, leggendo di un certo usignolo,e per giunta cattolico):
mi dice che esistono poche persone: come se non avessi detto la stessa frase.
E la ntenerezza per chi non vede altro che la chiesa grigi,
giusto un pelo meno squallida di quella tutta rosa.ERsistono davvero poche persone, ma mi vedono bene anche quelli che non esistono,
non sono un fantasma, sono fantasmi, ma vorrei dire fantasma.
Ieri mi ero stupito, nell'alba grigia e nuvolosoa,
che oggi avrei visto un simile dio nel sole che ardeva la montagna con cui confina a nord la mia abitazione rosa salmone.
e così è steso e oggi non mi son stupito di niente:
ma ieri tutto lo stupore è intanto:
se ci fossero state nubi anche oggi (ovviamente, nessuna previsione meteo da me guardata), forse un po' mi sarei stupito:
dio era però lì, sacro, e non fingeva.
nè ci ho mai creduto, stassera non posso scrivere niente,
domani dovrò alzarmi tardi, sei per sette 42, dovrò dire alla mioa ansia, che non è neanche angoscia, dovrò dire alla mia inquietudine che si sopravvive comunque, e sempre, e si sopravvive? ci sono 5 milioni di posti di lavoro occupati dagli ebrei.ah,
no, sono passati 70 anni, ora si chiamano extracomunitari, sporchi negri, non sporchi ebrei.
 
posted by arturo_arcobaleno at 14:09 |


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