giovedì 4 marzo 2010
vorrei scrivere un romanzo su facebook, non ho la forza di addormentarmi,
nulla è ammissibile e il mondo vero è troppo lontano:
mi ricordo una banca dietro ad un porticato marmorizzato,
mi ricordo dei coriandoli sulla strada,
e la gente che crea attorno a sè i cerchi, più che le cerchia,
di persone consacrate,ed io che giustamente faccio fatica a credere nell'esistenza di chi incontro,
non solo su internet, su internet è più facile dimenticarsi
del calore della carne di chi si ha di fronte, ma la sanitàt che i corpi ancora hanno, non c'è più,
e quindi va in realtà bene internet, e io non so dove vada a finire tutto il mio tempo:
il tema di questo post nera però quello della gente consacrata a sè o a cui consacrarsi,e
la gente che intanto si dimentica di tutto,
anche magari di essere stata nella mia caverna a sorseggiare un po' di thè
avvelenato, ma questo veleno, io confido,
agisce ancora, sotto i loro capi firmati, o firmati male.
Vengono a pormi icterrogativi fin dall'altro lato
della (classe), e io rispondo a tutti ma non ho ancora
ricevuto lo stipendio di gennaio,
quello che mi riconforta è sapere che questa notte mi addormenterò e che
l'idiota era stampato in caratteri più piccoli degli altri libri, anche se non è certo cosa voglia dire questo fatto,
che di certo è stato fatto, chi sa da chi:
l'unica cosa che mi dispiace è l'aver martorizzato un libro rosso
di pasolini, proprio di pasolini, oltretutto, anche se un sonetto ora lo potrò anche copiare, forse, se ne ho la forza: la forse.
 
posted by arturo_arcobaleno at 16:59 |


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