giovedì 4 marzo 2010
sotto la pioggia, alle nove di sera,
in una sera di marzo,
la pioggia che prima scrosciava ora è leggera:
i lampioni intervallati dal nero di fuori e dai fulgidi fari,
finiti i baustelle da solo inizia debussy,
e meditando su un verso di pessoa mi trovo a fare in seconda una curva,
come se lo zen dell'arco m'avesse trapassato da parte a parte,
con il tempo che rantola a terra,la schiena spezzata.

l'illuminazione, come si sa, non si può dire,
come la verità: metto però in luce che c'era buio,
e che la musica, che simulava una fuga,
sulla luna, non era folle maenormemente silenzioso,
era lo scrosciare della pioggia che non sentivo:
ed ero proprio pessoa,
essendo io proprio in me,
essendone del tutto fuori,
del tutto altrove che in un'automobile
prodotta dalla fiat,
assmeblata in italia, costruita in romania:
tutto ciò non era mai esistito ed io ero finito prima di nascere,
vioncevo su tutti i piani e non li riconoscevo,
nulla di straordinario ma moltissimo di troppo ordinario
tutto intorno a me:
il resto l'ho già dimenticato,
o non l'ho mai saputo.

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posted by arturo_arcobaleno at 21:35 |


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