domenica 28 febbraio 2010
quanta violenta bellezza non vista appassisce fuori dai bordi della vita.
 
posted by arturo_arcobaleno at 20:16 | 1 comments
vabbhè, mi sono svegliato nella depressione più influenzale,
e cioè sciatta, idiota,amorfa:
mi è tornata in mente la maledizione -in nota-
scagliata da pessoa nel suo faust, prima che inizi a parlare maria,
che non si chiama margherita:
la stessa spiegazione di chi sia faust, nei secoli dei secoli.
e io che davo del faust! come se avessi scelto per nick
"dostoevskij" e non dostioffkiy,
majakovskij e non orlowsky (ma il mio cognome
non finiva in owsky).
vabbhè, tutto è collegato, ma lo so solo io.

pregate per lui.
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:17 | 0 comments
oppure, pensavo che ci fosse ancora chi potesse capire la porta stretta di gide,
era un'ideale di felicità piuttosto idiota,ma anche molto sensato.
 
posted by arturo_arcobaleno at 14:28 | 0 comments
sabato 27 febbraio 2010
howl "inizialmente, pensando che fosse una persona interessante, fui io ad avvicinarla.
Poi mi resi conto di quanto fosse spaventosa".
parlava di ME.
 
posted by arturo_arcobaleno at 19:07 | 0 comments
come i primitivi o i nevrotici, distolgo gli occhi da te.
 
posted by arturo_arcobaleno at 19:06 | 0 comments
Esiste un racconto orale che è quasi un mito.
L'ho sentito da più fonti e non l'ho mai trovato scritto.
Devo averlo sentito per la prima volta a tredici, forse ad undici anni,
e mi diede una impressione di importanza, di necessità, tra le tante altre parole
superflue di cui sono piene le bocche degli uomini.E questa importanza, infatti, ce l'aveva, era un vero e proprio mito, anche se ascoltato al cinema, aveva il fondo prezioso della poesia o della religione.

la storia narra di un soldato semplice invaghito della principessa del regno.
Se cenerentola ha dalla sua un utero, per far innamorare il suo principe,
senza un patrimonio il soldato sembrerebbe quasi castrato,
oppure andrebbe bene solo come animale da monta.
Eppure la nostra fiaba ci riconforta sulla bontà dei sentimenti
delle principesse:colpito dal fulmine, il soldato che si dichiara non riceve un secco no,
gli viene solo detto di dover aspettare cento giorni e cento notti sotto la finestra dell'amata.
E lui, santamente pazzo come ogni vero innamorato, prende una seggiola e si mette ad aspettare: perde le forze, dimagrisce, non sviene,
fin quando il novantanovesimo giorno si alza e se ne va.
Con somma dignità.

Ma le spiegazioni che ho sentito dare a questa sotriella mi hanno sempre deluso completamente.

Il soldato non se ne va certo per paura di essere rifiutato!
quello che la gente normale non capisce,
riconfermando la mia idea di essere diversa dagli altri,
nel sentire l'amore,(ma sono comunque giustificata
per essere quel che sono), è che i membri normali non capiscono quello
che ha provato il soldato nella sua snervante attesa:
l'estasi più pura. Uscì da sè restando perfettamente immobile,
quei novantanove giorni sono stati un attimo, ma sarebbe stato eterno l'ultimo istante che trasformava il novantanove nel cento.
Il soldato non chiedeva altro che contemplare il suo amore,
e aspettare:
non avrebbe saputo anzi che farsene,
di un amore ricambiato, o di un atto sessuale consumato.
Non era quel tipo di amore schifosamente borghese e terribilmente
stabile, non er al'orribile per sempre felici, che il soldato aveva in mente:
soldato sì,ma non comprato, il mito è tale perchè parla di un epoca in cui non esisteva soltanto il denaro.
Il suo piacere era la contemplazione di quello
che aveva ricevuto in sorte - solo per poterlo contemplare-:
Gli bastava osservare da lontano una luce su cui riversare tutta la sua essenza,
non aveva alcun bisogno di possederla,
il centesimo giorno se ne è andato perchè aveva già ottenuto tutto quello che poteva ottenere. Dalla vita.
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:37 | 0 comments
venerdì 26 febbraio 2010
il protagonista del racconto di cechov il giorno dopo aveva un esame di matematica.
bhà,.
e si era innamorato di una grassona,
bhà bhà.
 
posted by arturo_arcobaleno at 19:20 | 0 comments
giovedì 25 febbraio 2010
cechov e rilke che scrivono racconti sul suicidio,
con questi diciottenni8 con occhi che non sono i loro veri
occhi, e guardano il mondo come se fosse una contingenza invisibile,
cechov e rilke che scrivono racconti come i napoletani fanno le corna
nella jettatura di gautier o i nuovi mariti non guardano
la madre della moglie nei saggi di sigmund esse,
rilke e cechov che scrivono racconti sul suicidio,
talmente brutti da essere meravigliosi,
amputati come le braccia dipinte dai bambini di terezin
(terezin trezene trenzano) i bambini di terezin che non se ne sarebbero
mai andati, ma forse volevano proprio fare a meno di nascere,
e io con la mia lingua mozzata come il ragazzino sulla locandina
di salò,che vedo tutto questo e solo ora lo so:
rilke e cechov che scrivono racconti su queste pistole,
che scivolano di mano pesanti come falli,
e poi tornano nella mano,
e il grilletto non è innaturale nè umano,
è solo un qualcosa di sospeso,
rilke e cechov che srivono racconti perchè non potevano farne a meno,
e chissà quanti poveri alter ego sacrificati sugli
altari della voluta alterità,
con questa istantaneità del gesto e lo shok
di tutti gli altri, che non si aspettavano altro:

peccato io non abbia a dispozione il mezzo così ageduato
di una pistola, non mi va tanto di ripiegare, di ricorrere ad altri
mezzi, e soprattutto, di smetterla di schiumare dalla bocca
tentando di difendere la mnia lucidità:
baudelaire è alogico, ma io sono come rimbaud,
non sono alogico, sono alogeno.
 
posted by arturo_arcobaleno at 23:29 | 0 comments
mercoledì 24 febbraio 2010
sul comodino ho le poesie ortonime di pessoa per interpretare
l'interpretazione dei sogni di freud.
 
posted by arturo_arcobaleno at 20:34 | 0 comments
non capisco perchè adesso si lamentino tutti della sublimazione come di una cosa tremenda.o poco chic, che è peggio.
con una civiltà tanto disagiata, sia lodata
qualunque forma di evasione.se ogni post è una galera,
viva chi -altro- spera.
appunto, forse, perchè in realtà i soldi non sono affatto
una goia sublimata (o forse non sono affatto una gioia).
ma non penso che abbiano letto l'uomo a una dimensione,
si legge moltissimo al giorno d'oggi,
essenzialmente moltissima merda.
 
posted by arturo_arcobaleno at 06:55 | 0 comments
non c'è proprio più nessuno che creda nei mondi oltre gli specchi?
 
posted by arturo_arcobaleno at 06:44 | 0 comments
...mutilare ma non amputare.
 
posted by arturo_arcobaleno at 06:44 | 0 comments
martedì 23 febbraio 2010
"io amo i poeti!
Gente divertente.
In loro trovo sempre
Una storia famigliare al cuore,
Come quella di una studentessa pustolosa
E di un mostro dai lunghi capelli
Che le parla dei cosmi,
grondando languore sessuale."
 
posted by arturo_arcobaleno at 22:17 | 0 comments
vieni a vedere le luci della centrale elettrica?
 
posted by arturo_arcobaleno at 22:09 | 0 comments
e intanto, io che vorrei per sempre essere sè,
e continuare ad espandermi come qualcuno che abbia problemi di tiroide,
io, ho un cuore d'oro! non ne fanno più come me!
inizierò a girare con un pugnale in tasca.
 
posted by arturo_arcobaleno at 06:27 | 0 comments
ovviamente, sto diventando pazzo: operazione comunque troppo razionale.
non voglio un oltre-dio,ma un oltre-follia la vorrei proprio,
come se re lear diventasse un vero buffone, e non lo facesse soltanto,
come se amleto dicesse cose che non stanno né in cielo, nè in terra.
 
posted by arturo_arcobaleno at 06:25 | 0 comments
lunedì 22 febbraio 2010
questo mio blog qua si chiama "repubblicitas",
è proprio un bel nome:
è così bello che sia completamente deserto, bellissimo.
 
posted by arturo_arcobaleno at 22:13 | 0 comments
Felice come socrate dopo essersi grattato la caviglia!
quanta poca è la gente che possa consocere questo tipo di felicità!
dal minimo, d'un soffio...
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:45 | 0 comments
io mi amo molto, mi amo molto,
e di solito sono molto clemente con il genere umano,
ammazzerei berlusconi solo perchè ho letto troppi libri,
le mie ragioni sarebbero letterarie,
ma forse non lo ammazzerei gasparri,
mi fa tanta pietà gasparri,
è un uomo così debole, così piccolo,
così spaventato, è un piccolo animaletto tremante:
mi amo molto eppure so perfettamente
che i motivi per cui mi amo raramente sono percepibili dagli altri:
stimo quelli che hanno abbastanza vista per vedere la mia essenza
e non solo i miei timidi gesti, i miei timidi passi.
(stimo?)
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:33 | 0 comments
e penso alla psichiatra ad agosto che disse
"non posso, per ora".
una minaccia! una minaccia!
che poi, l'unica mia vera patologia allora era la mania di persecuzione,
perchè è una cosa che mi piace molto,
cioè, mi ero tanto adoprato che i miei sguardi supplichevoli di un carnefice ne avevano
creati molti nelc cortile della mia scuola...ecc.ecc
e questa mi viene a dire i miei occhi contengono abissi d'ombra e norma!
penso spesso, penso spesso: il non ancora è ancora non ancora?
ma lo è mai stato?
potrei divenire il principe miskyn, nè hitler nè kerouac,però non so come
va a finire la storia.

ho solo due mani ma di certo non ho soltanto due occhi.
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:30 | 0 comments
..."guarda, quella sul mio braccio, non ti sembra una cicatrice?"
rispondendo ad una delle poche persone a cui oggi no nguardavo con disgusto,
ma che mi ha fatto stupire parecchio
scherzando,
poichè c'era solo del lazzo nel suo tono
dicendomi "non tagliarti le vene"
mentre io passavo il suo righello sul mio avambraccio:
come, come no? e perchè?
no, voglio dire, niente retorica,
niente filosofia e solo un po' di sofia:
ma perchè scherza?
ecco, poteva anche dirmelo seriamente:
io ovviamente, anche, scherzavo, ma era molto
più un atto inconscio che conscio,
ormai medito spesso all'estetica del gesto,
è ormai acosciente.

per esempio,
penso poi alla voce che farebbe, e al tono, pasolini per dire
(e mentre scrivo, recito, e recito bene)
"o psicosi delle quattro e quarantotto
che passi sul mondo
come l'ombra immensa di un uccello nefando,
o psicosi a cui tanto sono affezionato,
torni regolare a dirmi che il cosmo
è l'ombra di un uccello santo".
la prima metà è un po' simile, ammettetelo:

o psicosi delle 4:48!
se solo avessi delle stringhe da scarpe?
cioè, no, datemi un solido punto d'appoggio a cui legare il nodo dell'impiccato,
e vi distruggerò il mondo!
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:24 | 0 comments
oggi
del tipo
come dire
cioè
sapete:
che gente di merda!

davvero, davvero,questa credo sia mia:
il lupo è uomo per l'altro lupo!

ed io che rido mandando la gente affanculo, loro pensano scherzi,
e invece schiumo di rabbia,
le piccole merde meschien cattoliche stronze
e non egoistiche, stronze e basta.
 
posted by arturo_arcobaleno at 15:09 | 0 comments
domenica 21 febbraio 2010
eh eh, stavo guardando un po' questo blog e mni sono accorto che c'era rimasta una citaizone, permanente,m non scorrevole, da agosto, sulla concezione poetica del giovane pasolini.
che appunto, non è del tutto amabile:
ma ha punte eccelse, ed è amabile come persona, se non come prodotto!

mi pare di ricordare che ad agosto fossi molto più vicino a quelle parole di pasolini, del giovane pasolini:
adesso sono più vicino alle sue del canto quarto,
al pasolini marxista e anche oltre:
e non voglio essere bravo per diventare una m,erce,preferisco essere semplicemente
un farneticante che scrive per la salvezza della sua anima:
ovviamente non in dio, e magari, appunto per salvarsi dalla sanità.
 
posted by arturo_arcobaleno at 21:44 | 0 comments
perso in pasolini,chiaramente,ma c'è anche altro.
e il cielo di per sè non ha proprio nessun colore.
ah, ma non dovrei dire neanche questo:
sono l'esatto opposto di una schizofrenica,
e dico solo quello che non devo,
con il piacere di scandalizzare,
e di essere divorato ma di non farmi,
srbanare: lo voglio, non mi sbrano da solo,
non mi castro da solo.
e rimbaud non castra davvero, non davvero:
sembra solo.
(ed io, skop...)-...


sembro confuso perchè finalmente ho nuove cose da dire, voglio dire, molte nuove,
finalmente un nuovo multiverso, non capita poi molto spesso:
che non cancella nulla di quello precedente.

e così faccio convivere nietzsche a hegel,
e non da cattolico, e neanche da marxista, da poeta, e cioè da santo,
e non saprei dove sia la differenzA:;
ma poi, ovviamente, la santità è anche un'altra cosa.

e questo blog idiota su cui però ho un tono di voce che mi piace moltissimo,
che dice: ma ovviamente sto dicendo solo una parte dell'immenso!
e però, giorno per giorno...

bhè, scriverò un haiku da un milione di sillabe.
 
posted by arturo_arcobaleno at 21:05 | 0 comments
ed è ancora
la vita, che scorre via
inflessibile

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posted by arturo_arcobaleno at 21:03 | 0 comments
e si ripete: come può amare me, se il vero me si muove altrove?
e la mia bellezza non può essere vista da anima umana?
 
posted by arturo_arcobaleno at 02:51 | 0 comments
sabato 20 febbraio 2010
penso troppo spesso alla canzonetta di cristicchi che dice
"il poeta vuole amare ma non vuole essere amato".
chissà! non riesco a dire se sia vero così.
forse, fose,il poeta sa amare ma non SA essere amato:
non ne è capace.
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:45 | 0 comments
vorrei salire
su una torre d'avorio
per trovarci un mondo

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posted by arturo_arcobaleno at 14:13 | 0 comments
venerdì 19 febbraio 2010
da -il giornale- vengo a sapere una notizia meravigliosa.

vi ricordate di quando si palrava di quella cosa del test volontario antidroga per i deputati.

bastava non essersi drogati negli ultimi tre giorni,
tutti quelli che sono riusciti in quest'ardua impresa hanno
ricostituito la loro verginità.
gli altri si sono astenuti:

tranne uno.

lo trovo bellissimo, un deputato drogato che si fa analizzare.
altro che morgan!
 
posted by arturo_arcobaleno at 07:10 | 0 comments
giovedì 18 febbraio 2010
è molto poco serio,
ma la serietà è la qualità di chi non ne ha altre.

sarebbe molto poco serio,
se il grande dio maiale non ci avesse progettato così:
non c'è niente da fare.

ci si innamora della prima persona che passa:
lo dice freud nella sua lingua da macchine con cuore
(in un mondo di cuori di plastica):

ma quante poche persone!
vedo solo gente, gentaglia,
un paio di persone,m ogni tanto,
per un non so che si scopre a volte ancora.
 
posted by arturo_arcobaleno at 17:05 | 0 comments
martedì 16 febbraio 2010
cosa
penserò
di me?
 
posted by arturo_arcobaleno at 19:50 | 0 comments
Pietà, pietà!
Voi mi volete
morta e sepolta:
senza voce,
senza gesti,
senza viso,
senza vita¦
che non torni
-voi dite- mai più
la pazzia ch'essa fu,
qui tra noi!

Pietà, pietà!
Gente felice,
voi mi sperate:
impiccata,
annegata,
incendiata,
maciullata¦
Che sta a fare
-voi dite- se fa
solo rabbia, e lo sa,
qui tra noi?

Pietà, pietà!
Gente per bene,
voi mi temete:
nel mio amore,
nel mio vizio,
nel mio ardore,
nel mio odio¦
Perché vive
-voi dite- quaggiù,
peccatrice e tabù,
qui tra noi?

Pietà, pietà!
Gente normale,
mi condannate:
a tremare,
ad odiare,
a celarmi,
a sparire¦
Chi è diverso
-voi dite- non può
rimaner neanche un po'
qui tra noi!

Pietà, pietà!
Gente al potere,
voi minacciate:
con l'arresto,
con la cella,
con la gogna,
con il rogo¦
La passione
- voi dite - non dà
che fastidi e ansietà
qui tra noi!

Pietà, pietà!
Pareva eterno
il mio destino:
di parlare,
di cantare,
di godere,
di peccare¦
Ma sì, ma sì!
Per me è finita,
state tranquilli¦
Entro nell'ombra,
vi lascio il mondo¦

http://www.pasolini.net/madrid-poesia18.htm

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posted by arturo_arcobaleno at 17:49 | 0 comments
se proprio devo rendermi puro ed evitare di dire alcunchè di scandaloso,
mi adeguo subito e sarò irreprensibile:
ho sognato un'altra volta di succhiarmi l'uccello
(come se non ci fossero religioni fondate su questo semplice atto).
 
posted by arturo_arcobaleno at 10:52 | 0 comments
sto scrivendo cose incoerenti per mettere dello spazio tra me e la verità.
sospettando, poi, che certi post vadano persi oltr e i confini
di questo piatto mondo:
solo, da dove viene la gravità che spinge in basso,anche oltre i confini
di questo piccolo mondo?
 
posted by arturo_arcobaleno at 10:51 | 0 comments
"avrete capito che sono nihilistA2
l'avrete capito?
m poi, il mio nichilismo è molto particolare,
con il panteismo sostanziale e il buddhismo trascendentale
e il populismo verticale.
ma non ne posso parlare, queste cose qua le si vive.
 
posted by arturo_arcobaleno at 10:48 | 0 comments
vorrei continuare a far sì che questo blog su cui tanto poco posto rimanga non letto da nessuno mai per qualche tempo ancora.
 
posted by arturo_arcobaleno at 10:32 | 0 comments
leggo le poesie di pessoa e penso che potrei anche essere pessoa.
cobn le sue poesie così concettose,
nemmeno filosofiche:
metafisiche.
quando quel tizio là, parmenide,
era così visionario:
dire solo che nmon si può dire il vero,e dirlo,
invecE:e ad ogni pagina mi stupisco di quanto sia nimpubblicabile un simile libro.
 
posted by arturo_arcobaleno at 10:31 | 0 comments
il nulla vibra,
è corda di chitarra,
l'irrealismo

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posted by arturo_arcobaleno at 10:30 | 0 comments
testa sul libro,
l'occhio sopra le lenti,
scorge la neve!

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posted by arturo_arcobaleno at 10:28 | 0 comments
finale del ciclo:
"inizialmente fui io ad avvicinarla,
pensando fosse una persona interessante"
e quale orrore:
e cioè, finirò lobotomizzato?
 
posted by arturo_arcobaleno at 09:25 | 0 comments
lunedì 15 febbraio 2010
post-scriptum:
vorrei morir di spossatezza.

ma certo leggerò tutto freud:
e foprtunatamente non avrò un buon posto,
ormai non ne esistono più.
"buon posto" così come "tempo libero", frasi fatte.
mi sveglio e mi rendo conto che
in realtà la compassione è disprezzo!
ed io non compatisco nessuno, mi vergogno di provare un certo moto verso questo sentimento immondo: la solitudine è abissale, non la si annulla mai -davvero-.

così come divenendo adulti non si smette
d'esser stati ragazzi.

certamente, l'assassino che sta per essere assassinato,
nei racconti di borges, si ferma a domandarsi come sia possibile,
come, come, come, come sia possibile,
essere solamente sè,sentire proprio quello che si è,
non potersi esternalizzare.

il re è solo? il cane abbaia?
chi è l'oltre-dio?
divino troppo divino?
è passata una farfalla,non posso più parlare.

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posted by arturo_arcobaleno at 21:09 | 0 comments
ho scritto una sestina lirica sulle maschere,
in modo il meno pirandelliano possibile,
ed ora sto pensando di scriverne una sulla
solitudine in modo pessoiano.

mi stupisco sempre mi sorgano alla mente solo endecasillabi.
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:26 | 0 comments
stavo soffocando, e mi sarei gettato addosso al primo che passava.
stavo soffocando perchè non era più aprile, e perciò niente compatimento per kavafis,
ora, oslo invidia:
nella casualità (predestinata dell'alcool)
mi ero incagliato nella ireale fisicità della materia,ed ovviamente non avevo
provato nessun senso di colpa:
nemmeno un poco di vergogna.
nella deflorazione di questa innocente gazzella.
che subito dopo ho chiamato ganimede senza testa,
come quell'esemplare conservato in un museo di napoli.
e che venne un mese dopo a visitarmi in sogno per accompagarmi per un tratto di strada,
in un edificio che non conosceva neanche lui.
questo ganimede decapitato, con la sua cattolicità ridicola, mi fece molto ridere,
con la sua incapacità di ribellarsi ai comandi della sua classe, che io non riesco nemmeno a concepire:
non lo dimenticai, ma lui mni rimosse,
e così finii per avere io stesso troppa importanza e anche ora evito di guardarlo negli occhi:
si è trovato una volta di più vicino a me,
io recito una parte molto strana con lui,
ho una voce perfettamente civile,e lo saluto normalmente,
mentre con tutti gli altri faccio il mostro,
faccio "buh", non dico mica ciao,
non sono mica uno schifoso membro normale.
un mese dopo, dunque, stavo soffocando:
perchè la solitudine di cui parla pasolini,
per sopportare la quale basta essere molto forti,
è una solitudine vera ma non fisica:
per sopportare sia la solitudine vera che la fisica,
serve molta più forza di quella che potrebbe generare il sole in mille anni di attività.
era passato un mese, e per un altro mese non feci altro che soffocare.
il cielo era grigio e io mi sentivo infinitamente più concreto di tutto ciò
che mi circondava:
ma un mese è un soffio, non i scomodo a guardarlo passare.
fatto sta che stavo per soffocare:
tiravo il fiato progettando irreali prospettive di morte
con partner che non sarebbero potuti essere che morti.
c'è scandalo in questo? non c'è scandalo,
e la mia purezza venne meno soltanto in sogno:
le cispe dell'irrealtà mi ricorpirono gli occhi,
se potei finire col pensare che la salvezza sarebbe venuta,
non già, dalla perdizione, ma dall'annichilimento annichilisto,
e non nichilista. In tanta oscurità
vidi un'ombra di luce e la guardai.
stavo lì a fissare il suo vibrare muto quando il rovo
si mise a parlare.
mi ricordò la verità delle statue
che sono così concrete da non essere mai nate:
si credono felici e libere, non sono neanche vive.
questa epifania mi precipitò in un furore mistico di
fanatismo religioso, in cui vedevo mondi al centro della poesia
e rivelazioni in fondo ad ogni pozzo:
ma poi, naturalmente, nel bel mezzo del mio pellegrinaggio
verso la terra promessa,
dalla cima del monte che guarda isreale,
mi resi conto che quella terra era uguale a tutte le altre terre,
e che anche lì c'erano le solite assurde ingombranti
inutili terrificanti orribili fabbriche,
a due passi dalle ville seicentesche e dalle chiese con le facciate sceniche
sopra delle architetture leggermente troppo spoglie.
E così ora non sto soffocando e ho già smesso di avere l'aria dell'altro universo,
che non è mai esistito, e non può nemmeno essere creato:
torno a rifugiarmi nel sogno perchè non ne sono mai uscito.
ed ovviamente, sono ancora solo, come sono sempre stato
"e sono destinato ad essere": l'istante in cui mi sono sentito meglio era in questa strada proivinciale dritta dritta davanti a me e nessun anima umana in vista,solo i piloni dell'alta tensione festanti coi loro festoni di cavi.
solo: di che mi posso lamentare?



post-face:
non saprei compiere una sola azione,
i miei gesti non sono pragma, ma rito.
la gente questo non lo può capire,
mi assimila al suo lato peggiore.
compio riti come medea che sparge sangue sui campi:
è incredibile che qualcuno possa morire,
se getto pezzi di carne sarò certo una visione divina,
quella in cui sto danzando.
e così, i riti mi cambiano ma non sono capibili dagli altri,
che hanno una religione ben diversa,quella dei frigoriferi.
Tiresia è cieco. tiresia è cieco.
Ed io gordon comstock, vecchio dalle vizze mammelle,
non farò fiorire l'aspidistra.
tiresia è cieco per poter vedere il futuro:
farà poi diventare cieco anche edipo,
che tale diventa non appena diviene cosciente del passato.
Io son tiresia e non mi ricordo più del passato:
io sono l'ultima erinni in un mondo
di membri normali e eumenidi,
non ci sono più neanche i leaders, comanda solo il Potere,
che ormai è impersonale, per fingersi divino e quindi diventarlo.
Sono l'ultima erinni: e vendico i torti da loro subiti,
ma non li uccido,
non mi lascerò trasformare in hitler:
non voglio rendergli un così grande servigio.
non agisco e mi limito a mostrare la mia essenza,
non ce la si passa poi tanto male,
unici vivi in un mondo di statue:
sempre meglio che statue.
Le erinni devono urlare, avere i capelli molto spettinati,
proferire parole vere e inudibili,
inudibili perchè vere.
io prendo su di me, festante, il compito di erinni,
non quello di vendicatrice:
nato erinni, taccio e non fingo,
non fingo più da mesi e mesi,
e sono così giovane da essere anche un angelo, ma
questo non lo dico a nessuno, e la smetterò presto:
dispiegherò le mie ali e procedendo in alto,
in alto, giungerò alla superficie della terra.
Anche io sono un uomo,
certo, me ne dimentico molto spesso:
lotto contro ogni ascesso di umanità, però,
sono umile proprio come prescriveva dante:
sogno che qualcuno mi frusti,
anche se in verità i miei sogni erotici sono castissimi,
o al più letterari.
sbando a causa della vastità del mio procedere,
ma non perdo la rotta,
ed ovviamente la mia biga non ha solo due cavalli:
non sono nemmeno un tagliacarte,però,
e ovviamente non sono stato progettato per niente,
non sono stato progettato per questo niente,
sono il mio unico dio,
non compio azioni ma compio riti,
a sacralizzarmi, invulnerabile all'imprecisione del mondo.

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posted by arturo_arcobaleno at 15:30 | 0 comments
domenica 7 febbraio 2010
il sole caldo,
il cielo è sereno,
febbraio nasce.

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posted by arturo_arcobaleno at 14:44 | 0 comments
mercoledì 3 febbraio 2010
secondo commento: l'incubo sulla mosca d'oro come grandissima ingiustizia.
 
posted by arturo_arcobaleno at 21:48 | 0 comments
due giorni fa c'erano meno due gradi,
oggi ce ne sono otto, il cielo è totalmente terso,
la potenza straordinaria di eolo è riuscita
addirittura a spazzar via lo smog, insieme alle nubi:
tutto il mondo è nuovo e pura luce.

stavo contemplando il biancore di una chiesa da controriforma,
con le severe figurine dei santi ssulle falde del tetto a capanna.
voci che vengono verso di me:
non so non guardare,
cioè non so guardare,
barbaricamente, puerilmente,
fisso, mi guro e fisso.
era un gruppetto di tre, non ricordo i sessi:
mi ricordo solo di questa betnità angelica.
intagliata nella luce.
io, mi fermo addirittura, se stavo camminando,
per 5 enormi secondi mi dimentico dell'esistenza di una,
o molte, civiltà.
il cristo di teorema mi guarda a sua volta e sorride.
gli mancava un niente ad essere un sorriso di derisione,
un segno di disprezzo, ma non lo era.
certo mi guardava dall'alto:
ma sapeva perchè?
e io mi collocavo in basso, dimentico di me.
ma poi non potevo certo sostenere un tale sguardo, sicchè sono fuggito via

stando ai fatti non è dunque successo nulla,
ma "quell'incontro mi mise in un grande stato d'agitazione".
ad un certo punto mi trovavo esposto, non avendo cambiato nulla,
me ne rendevo conto solo ora:
ero sempre stato esposto,
tutto era evidente, e non c'era nulla a cui pensare.

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posted by arturo_arcobaleno at 17:51 | 1 comments