lunedì 22 febbraio 2010
..."guarda, quella sul mio braccio, non ti sembra una cicatrice?"
rispondendo ad una delle poche persone a cui oggi no nguardavo con disgusto,
ma che mi ha fatto stupire parecchio
scherzando,
poichè c'era solo del lazzo nel suo tono
dicendomi "non tagliarti le vene"
mentre io passavo il suo righello sul mio avambraccio:
come, come no? e perchè?
no, voglio dire, niente retorica,
niente filosofia e solo un po' di sofia:
ma perchè scherza?
ecco, poteva anche dirmelo seriamente:
io ovviamente, anche, scherzavo, ma era molto
più un atto inconscio che conscio,
ormai medito spesso all'estetica del gesto,
è ormai acosciente.

per esempio,
penso poi alla voce che farebbe, e al tono, pasolini per dire
(e mentre scrivo, recito, e recito bene)
"o psicosi delle quattro e quarantotto
che passi sul mondo
come l'ombra immensa di un uccello nefando,
o psicosi a cui tanto sono affezionato,
torni regolare a dirmi che il cosmo
è l'ombra di un uccello santo".
la prima metà è un po' simile, ammettetelo:

o psicosi delle 4:48!
se solo avessi delle stringhe da scarpe?
cioè, no, datemi un solido punto d'appoggio a cui legare il nodo dell'impiccato,
e vi distruggerò il mondo!
 
posted by arturo_arcobaleno at 18:24 |


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