il teatro mi fa sempre l'effetto catartico all'incontrario.
mi spurifico.
tranne per albertazzi che in moby dick cita shakespeare.
Perchè prendo coscienza di tutto, mentre gli altri si gustano lo spettacolo,
guardo gli altri, anche quando sono anche soltanto tra il pubblico,
gli altri, e non anche sul palco,
li guardo e vedo come siano andati a teatro per andare a teatro,il rito sociale diventa soltanto socialità!
e non fanno silenzio, commentano i fatti:
proprio come se stessero pranzando davanti alla tv.(no, io ce l'ho un po' del principe miskin, vedo
la bellezza delle persone più piccoline, mche non si offendono se dico che sono alte due centimetri,
senza sapere che facendolo sto capitolando, al loro sistema, quantomeno quello metrico decimale,
ma la gente che va a teatro per vedere una rudimentale trasmissione
tv proprio non la posso salvare)
in questo caso ciò che mi ha colpito è appunto l'insistenza della struttura che conquista tuttta la sovrastruttura, non la determina,
lo è.
mi pare, ma certe cose non le si bisogna dire.
intanto almeno il mio atteggiamento da schizofrenica, malattia che non ho,
mi permette di evitare l'argomento principale:
ho un file sul desktop con un titolo che non c'entra niente
in cui disfarmi di tutte quelle considerazioni.
i miei genitori hanno sempre tentato di curarmi con gli oggetti:
ma io non ho problemi con il mio pene.
e non capisco perchè nessuno sia in grado di essere san francesco
facendo l'operaio.
bisogna proprio spogliarsi? bhè.
son francesco parla ai passeri -e- ai lupi
taglio una mela col coltello e quel millesimo di secondo prima che il Taglio sia finito, e cioè la lama proceda senza più impedimento,
mi attardo a pensare a quanta poca differenza ci sia
tra me e quel complesso esponente del mondo vegetale.
mi ricordo che a tredici anni sapevo che
i frutti erano nati per veicolarsi via animale:
non ci pensa mai nessuno, anche se non ricordo se sia proprio vero.
ci avete mai pensato di sgranocchiare dna?
abbiamo meno geni delle piante:
non è assurdamente complesso il passo tra noi e la pianta?
anatole france che definisce che la vita
mangiare ed essere mangiati.
dico: vale chiaramente soprattutto per gli uomini.
no è che alla fine scrivo in un posto ualunque bè questo il mio tedio domenicale:
non posso mica dirlo che prendere davvero tre in mate, e anche poi,
sarebbe l'unico modo per salvarmi dalla necessità di risuicidarmi,
facendolo in questo modo.
è un'intuizione troppo evidentemente necessaria
per essere condivisibile.
non mi sento superiore a nessuno,
piango per chi non può vedere la bellezza di dostoevskij:
perchè non dovrei diventare il principe miskin? o beatnik.
la cosa estremamente divertente nella mia persona
è che dico al contempo "preti padroni professori
vi sbagliate a consegnarmi alla giustizia" E
"queste affermazioni negative sono l'incapacità ad assumere una figura economica":
e credo ad entrambe le parole.
o sarà un problema anche questo?
mi volete dire che è meglio essere un impiegato di banca con una moglie
che lo ama e due figli,
un maschietto e una femminuccia, piuttosto che
ferdando pessoa, che sente le voci nella sua testa?
non credo di poter capire un simile punto di vista,
mi sembra davvero pazzesco!
e proprio in extremis, come si dice sempre,
...c'è gretchen, decisamente: serve la sua presenza,
e quindi la sua presenza,avviene.
gretchen, che mi salvi dal paradiso!