lunedì 16 novembre 2009
"Tutto il mondo è il mio corpo insepolto.
Atollo sbriciolato
dalle percosse dei grani azzurri del mare."
("con il rumore del mare che non fa pensare".)
In questi versi si vede come l'esistenza sia,
in ogni caso, qualcosa di concreto, come sia dura
la lotta di resistenza attuata dal singolo per difendersi
da ciò che non può essere altro che la vita.
L'acqua è invece "ottusa", non capisce, non pensa,
ma agisce. Lentamente corrode tutto ciò
che le si oppone, ed è questa lenta costanza ad impressionare,
senza nessuna fretta,con estrema ripetitività,
senza un fine e con una misteriosa energia rinnovantesi in eterno.

il tema comune ai testi è la precarietà dell'esistenza,
il continuo attacco a cui è sottoposta la vita,
con ondate e ondate consecutive che sconquassano
la stabilità che invece è solo un soffio.
La stabilità è una convenzione inventata per facilitare
la quotidianità, ma non esiste per davvero:
ci sono giorni uguali agli altri, ma la storia è un susseguirsi
di svolte,solo gli eremiti sono dispensati dal continuo cambiamento.
Il divenire distrugge il passato e crea un futuro tutto nuovo,
distruba i progetti, distrugge la quiete, fa spesso sì
che chi pensava d'essere arrivato debba ricominciare
tutto dall'inizio: La caduta dell'impero persiano,
quello romano, o della Lehman-brothers
sono catastrofi molto diverse
ma ugualmente sconvolgenti.

Ci sono le foglie che cadono,
e si spiegano da sole,
c'è poi l'erba che scolora,
e sembra fragile anche all'apice
del ciclo vitale.
Perchè per ultimo, invece, viene il mare
e c'è lo scoglio?
Il mare è sempre lo stesso, cambia per retsare uguale.
Lo scoglio resiste molto a lungo,
serve una vita intera per vederlo cambiare.

Guardando il mare che si infrange sugli scogli
non ho mai pensato alla loro fragilità.
Non sembrano fragili:in questi testi l'attenzione si concentra
sugli scogli levigati dall'acqua
e sull'acqua sconquassata vanamente.
È questo ciò che colpisce l'immaginazione,
l'acqua continua in eterno ad avanzare e ritirarsi
senza ottenere mai nessun risultato concreto.
Allo stesso modo per Orazio
i cicli si chiudono e si riaprono senza un perchè.
"È questo l'ultimo inverno?" ce ne saranno ancora?
In definitiva, che differenza fa?
Quale è il senso nascosto dell'esistenza?
Per Orazio il mistero non può essere risolto.

Il mare è il luogo privo di stabilità per eccellenza:
eternamente movimentato, in esso non si hanno punti fermi,
solo i santi sono capaci di camminare sulle acque.
Gli uomini temono il mare aperto per la sua vastità,
per la difficoltà ad orientarsi lontani dalla costa,
per la profondità dell'abisso.
La terra può essere lavorata, antropizzata,
le colline possono essere terrazzate,
le paludi possono essere rese soleggiate campagne:
il mare conserva in eterno la sua selvaggia naturalezza e la sua
vastità così più grande dell'uomo.



Ciò che colpisce l'immaginazione nella vicenza di Edipo è senza dubbio
l'imperscrutabilità del suo destino.
Egli è una vittima del caso,
anche se la trama della sua storia è intrecciatissima
e piena di coincidenze, non si capisce
per quale scopo qualcuno avrebbe dovuto tracciare per lui innocente
un simile percorso vanamente doloroso.
Anche i mali si infrangono su Edipo
che, squassato, colpito, ferito,
resiste, reagisce, si difende.
L'atteggiamento di Edipo non è però da tutti,
questa sua resistenza denota un animo eroico,
guerriero, tenace. Scogli di una roccia men dura
si sarebbero certamente fatti erodere molto. Tantro più ammirevole
è questa sua resistenza se la sua fine e quella dei deboli sarà in fondo la stessa.

Holderlin mette l'accento sulla vanità della vita,
la fragilità dell'uomo. La sua, di metafora,
potrebbe essere sostituita da quella sulla fragilità delle foglie.
C'è la parola "incerto" che torna a ribadire la mancanza
di stabilità del singolo e del genere umano.
Ed è alla cieca che gli uomini cadono,
senza riuscire a capire perchè nascono e perchè muoiono,
pare quasi che gli unici essere senzienti abbiano
in realtà la stessa consapevolezza delle onde del mare,
che sia casuale e totalmente privo di importanza
il loro infrangersi sugli scogli.

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posted by arturo_arcobaleno at 16:04 |


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